Poggio Berni
Torriana
Montebello
San Leo
Verucchio
Mercatino Conca
Gemmano e Frasassi
San Marino RSM

 

     

 
 

Santarcangelo di Romagna è una cittadina bella e importante, che ha saputo mantenere una fisionomia particolare e un forte legame con il proprio passato: fascino mistero e tradizioni si coniugano nelle sue anime, quella medioevale, che si erge sopra il monte giove, e l’altra, settecentesca, che si estende alla base del colle. Tutto il centro storico è vivo,  fatto di case e palazzi ben curati, ottimi ristoranti e osterie, viuzze e scalinate che conducono  a piazzette sempre animate: la particolare atmosfera  aleggia  anche nei versi dei poeti a cui ha dato i natali, Tonino Guerra, Raffaello Baldini, Nino Perdetti. Santarcangelo si sviluppo in epoca romana: gli storici affermano che il primo insediamento ebbe luogo dopo la formazione della vicina Rimini attorno al 268 a.C. Le sue campagne furono segnate dall’opera di centuriazione (divisioni delle terre in un reticolo di proprietà ai veterani delle legioni) e dalla costruzione della via Emilia che oggi attraversa la città e che favorì già a quei tempi i commerci e l’aumento della popolazione. Il medioevo lasciò un’impronta indelebile  sulle contrade alte del centro storico sulle quali domina la solida rocca, baluardo strategico sulla pianura circostante.

Nel 1828 Santarcangelo venne fregiata da Papa Leone XII del titolo di città e nel 1984 le fu attribuito il titolo di città d’arte.

Sicuramente la città deve tanto alla sua posizione geografica , facilmente raggiungibile da ogni direzione: dalla superstrada SS 16 Adriatica, dalla SS 9 Via Emilia, dalla SS 258 Marecchiese e dall’Autostrada A 14 Bologna-Ancona.

 

 

Quattro Passi intorno a Santarcangelo:

Lasciandosi alle spalle le affollate spiagge della Riviera Adriatica e la turbinosa vita notturna di Rimini e Riccione,
ci si addentra nel riposante verde della Signoria dei Malatesta: Santarcangelo di Romagna, sulla via Emilia, si adagia
lungo il monte Giove, tra la valle del fiume Uso e quella del fiume Marecchia e dista solo lO km dalla costa.
Nella piazza principale, piazza Ganganelli, particolare attenzione va rivolta al monumentale Arco Trionfale eretto dai
Santarcangiolesi in onore del concittadino papa Clemente XIV Ganganelli (1705-1774): progettato dall'architetto
Cosimo Moretti, costituisce l'unico esempio di arco trionfale settecentesco.
Tutte le prime domeniche del mese in piazza Ganganelli si danno appuntamento numerose bancarelle, spesso di provenienza locale, che affollano un ricco ed interessante Mercatino dell'antiquariato.
Salendo verso il paese alto, in via Cesare Battisti, si trova l' antica Stamperia Marchi dove ancora oggi, con l'ausilio
del seicentesco Mangano, una pressa a ruota risalente al XVII secolo da considerarsi esempio rarissimo se non unico di uno strumento del genere ancora perfettamente funzionante, e di altri antichi stampi, le tele vengono impressionate con la tecnica della stampa a ruggine, una produzione caratteristica dell'artigianato artistico romagnolo.
Poco distante, si erge la Chiesa della Collegiata che fu costruita tra il 1744 e il 1758 su progetto dell'architetto
Gianfrancesco Buonamici: al suo interno si possono ammirare interessanti dipinti di Guido Cagnacci, del Centino,
un crocefisso di scuola riminese del '300 ed un importante polittico di jacobello da Bonomo, unica opera firmata da questo pittore e datata 1385. È la chiesa principale della città: venne terminata nel 1758 dall'architetto Buonamici ed oggi custodisce opere d'arte importanti. All'intemo si trovano:
un politico di jacobello da Buomo del 1985, un crocifisso della scuola riminese del sec XIV,due dipinti di Guido Cagnacci (San Giuseppe, Gesù bambino e Sant’Eligio del 1935: Sant’Ignazio di Lojola del 1945 circa).Sempre nelle vicinanze si può scorgere l’antico sferisterio: qui i giocatori di tamburello ancora oggi si allenano rinnovando l’antica gloriosa tradizione del gioco della palla col bracciale che trovò qui a Santacangelo, alla fine dell’800, la massima diffusione ed i migliori praticanti. Inerpicandosi verso la sommità del centro storico, attraverso viuzze e contrade che hanno mantenuto quasi inalterato il loro aspetto medioevale, si arriva in una delle più caratteristiche piazzette: piazza monache, al centro della quale si trova un raro pozzo medioevale e sulla quale si affaccia il monastero delle SS . Caterina e Barbara. Di particolare interesse è la chiesa annessa al convento, ricostruita nel 1938. Insieme a piazzetta Galassi rappresenta uno degli scorci più belli del centro storico. Poco distante si può ammirare la porta Cervese: risalente al XIV secolo, era inserita nella cerchia muraria malatestiana e prende il nome della strada che collegava Santarcangelo con Cervia. Nelle vicinanze si trova Celletta Zampeschi: costruita nel 1530, andò distrutta quasi completamente nell’ultimo conflitto mondiale ed oggi se ne conserva solo la facciata . Poco distante si erge che rimane , per la su posizione e la sua storia., l’edificio che maggiormante simboleggia la città: la torre del campanone. Edificata alla fine del 1800 è alta 25 metri, annuncia ancora oggi, col suo suono, il passare delle ore e rappresenta uno dei simboli della città. Proseguendo per queste stradine dove tutto parla del passato e dove sembra di trovare per incanto il medioevo, improvvisamente lo spazio si apre e ci si trova di fronte l'imponente Rocca Malatestiana. Edificata nel secolo XIII, fu rimaneggiata nel 1447,durante la signoria di Sigismondo Pandolfo Malatesta per renderla più idonea alle nuove tecniche belliche (venne rafforzata per resistere all'attacco delle prime armi da fuoco), divenne poi residenza signorile ed ancor oggi appartiene alla nobile famiglia Colonna. Nei pressi della Rocca, in ottima e panoramica posizione, ha sede un Convento dei Cappuccini, risalente ai secoli XVII-XIX.
Ad un chilometro circa dal centro, si può ammirare nel suo antico splendore la Pieve di S. Michele Arcangelo ed il Museo degli usi e costumi della gente di Romagna, che conserva oggetti della cultura e civiltà contadina. Il MET Museo Etnografìco sorge in via Montevecchi, ed è uno dei principali musei nazionali dedicati alle tradizioni popolari. Modernamente e accuratamente organizzato, è suddiviso in diverse sezioni (il campo, il mulino, il ciclo del grano, della canapa e del vino, la stampa su tela, l'abbigliamento popolare, i mestieri del borgo, la casa e i trasporti rurali, la liuteria, i burattini)e presenta anche interessanti spazi esterni tra i quali ricordiamo l'orto delle tradizioni popolari. A questo punto si crede di aver visto tutto di questa suggestiva cittadina ed invece il suo sottosuolo riserva la sorpresa più scenografica in quanto, al di sotto del centro storico. esiste una vera e propria città sotterranea: sono le incantevoli ed affascinanti Grotte
Tufacee (sec. VI -sec. XV secolo), che attraversano con un fitto reticolo di più di cento cunicoli tutto il monte Giove.
Disposte su tre piani e scavate nel tufo e nell'argilla, con al loro interno spazi di notevole valore architettonico. La
loro origine è tuttora avvolta nel mistero anche se gli studiosi sono propensi a credere che si tratti di caverne artificiali
destinate, fin dai tempi antichi, a depositi e luoghi di culto, non si sa se pagano o cristiano.
Oggi alcune di queste grotte sono aperte ai visitatori, che rimangono immancabilmente affascinati (via C. Ruggeri).


Feste:

 
La cittadina è animata tutto l'anno da eventi e fiere, dai Balconi fioriti a metà maggio alla Casa del Tempo, la prima
domenica di ogni mese, alle manifestazioni più antiche e celebri.
Nel mese di luglio, fin dal 1971, il borgo medioevale, con i suoi suggestivi squarci ed edifici storici, ospita uno dei
principali festival teatrali italiani, vetrina e laboratorio delle esperienze intenazionali più significative di piazza e
d'avanguardia: il Festival Internazionale Santarcangelo dei Teatri anima le piazze con gli spettacoli di teatro, musica e
danza proposti da artisti provenienti da vari paesi.
Fiera di San Martino Il week-end dall'11 novembre si svolge ogni anno la tradizionale fiera di San Martino,fin dai tempi
antichi era già famosa nel I 300 come la fiera dei becchi o dei cornuti, E' una fiera d'autunno, momento di incontro prima del lungo inverno e, come da tradizione, si mangiano le bene augurali castagne e si beve il vino nuovo (la Cagnina).
Fiera di San Michele è l'altra grande fiera di santarcangelo e si tiene il week-end del 29 settembre: dalle sue
origini venatorie (è anche detta fiera degli uccelli) ha oggi spostato l'attenzione verso la natura, il verde, gli animali.


La buona tavola e l' ospitalità:
 

In queste zona di pianura e di collina, di confine tra Romagna e Marche, aperta a tradizioni e sapori diversi, la varietà caratterizza anche la tavola: pastori e minatori della Valmarecchia, da secoli utilizzano profonde fosse lavorate a scalpello , nella particolare arenaria di Talamello e di Sant'Agata Feltria, per ottenere il ricercato formaggio di fossa.
Ricchi e robusti i menù con tagliatelle, cappelletti, passatelli, strozzapreti e poi la classica piada con le erbe di campo
o con gli affettati ed inoltre gli arrosti, il castrato, il coniglio in porchetta. Verucchio e Torriana sono anche importanti
centri di produzione vinicola, non solo per i qualificati Sangiovese e Trebbiano, ma anche per i freschi spumanti.
 

Eventi intorno a Santarcangelo:

Passeggiate a cavallo lungo il fiume presso il centro ippico a San Martino dei Mulini, nei pressi di santarcangelo.
Dal 17 al 21 aprile il paganello, primo appuntamento della stagione nel mondo del frisbee, 1500 atleti e atlete di
25 nazioni per la Coppa del Mondo di Beach Ultimate. Dal 23 maggio all'8 giugno, nella nuova darsenal Marina di Rimini, regate e corsi di vela per BluRimini 2003 mentre dal 6 al 15 giugno la città si trasforma nella palestra più grande del mondo per il Festìval del fitness.
In estate la pallavolo si trasferisce sulla spiaggia di Rimini, per il Campionato ltaliano Beach Volley Rimini Master.

 

Altre foto di Santarcangelo